Hon. Rosy Bindi

GEI Luncheon in honor of  Hon. Rosy Bindi – New York, December 11, 2007

GEI-Min. Rosy Bindi honoredRosy Bindi è nata il 12 febbraio 1951 a Sinalunga, nel cuore della Valdichiana, tra Siena ed Arezzo.

Laureata in Scienze politiche presso la Luiss, ha svolto attività accademica e di ricerca prima all’Università la Sapienza di Roma, come assistente di Vittorio Bachelet e poi come ricercatore di diritto amministrativo presso l’Università di Siena. 

Si è formata nell’Azione cattolica italiana, nel clima appassionato di riscoperta ecclesiale aperto dal Concilio Vaticano II. Nell’associazione è stata responsabile nazionale dei giovani e tra il 1984 e il 1989 Vicepresidente nazionale.  

Nel 1989 fa il suo ingresso in politica, candidata al Parlamento europeo per la Dc nella circoscrizione Nord-Est. Raccoglie 211.000 preferenze. 

A Strasburgo ricopre l’incarico di Vice presidente della Commissione Cooperazione e Sviluppo e, successivamente, di Presidente della Commissione Petizioni  e Diritti dei Cittadini. 

E’ stata relatrice  dei Rapporti: Le nuove relazioni Nord-Sud dopo la caduta del muro di Berlino”, “La Cittadinanza Europea” “ Il Difensore Civico Europeo” “Servizio Civile e Obiezione di Coscienza”. 

Negli anni di Tangentopoli è tra le personalità più impegnate nel rinnovamento della politica. Eletta segretario regionale della Dc in Veneto, rinnova il gruppo dirigente e fonda il Partito popolare del Veneto,  primo nucleo del nuovo Partito Popolare italiano.

Eletta alla Camera dei Deputati nelle elezioni politiche del ’94, si batte per il pluralismo e l’autonomia del servizio pubblico nella Commissione Vigilanza Rai e nella Commissione per la riforma dell’emittenza.

E’ tra i protagonisti della battaglia che nel Ppi oppone i cattolici democratici alla segreteria di Rocco Buttiglione per contrastare il tentativo di portare il partito a destra. 

Nel ’95 è tra i fondatori dell’Ulivo e partecipa fin dall’inizio alla formazione della nuova alleanza per il governo del Paese.  

Dal ’96 al 2000 è Ministro della sanità nei governi Prodi e D’Alema, e nel ’99, con il decreto legislativo 229, vara la riforma del Servizio sanitario nazionale. 

Tra i provvedimenti approvati negli anni di governo si segnalano: Il Piano sanitario nazionale ’98-2000, la nuova organizzazione della rete dei trapianti, con la creazione del Centro Nazionale Trapianti e la prima campagna d’informazione sulla donazione degli organi; il nuovo regolamento sulle malattie esenti, che include alcune patologie di grande impatto sociale come l’anoressia, la bulimia, la depressione, l’Alzheimer; il regolamento sulle malattie rare, che permette di avviare un prima ricognizione su scala nazionale; il piano nazionale per l’assistenza ai malati terminali e lo sviluppo delle cure palliative; il completamento del processo di chiusura degli ex manicomi con la definizione di un nuovo Progetto Obiettivo sulla salute mentale; l’utilizzo a carico del Ssn dei nuovi farmaci contro l’Aids e l’avvio degli studi per il vaccino; le prime linee guida nazionali sulla riabilitazione. 

Nel 2001 è eletta alla Camera dei deputati, nelle liste dell’Ulivo per il collegio della Valdichiana. Promuove la nascita della Margherita, entra nell’esecutivo del partito ed è responsabile delle politiche sociali e della salute. 

Tra il 2001 e il 2006 il suo impegno politico si sviluppa nella difesa dei diritti di cittadinanza, contro lo stravolgimento della Costituzione e la nuova legge elettorale. Al fianco del movimento per la pace si è opposta alla guerra in Iraq. 

Fin dalle elezioni europee del 2004 sostiene la creazione della Lista unitaria dell’Ulivo e la candidatura di Romano Prodi alla guida dell’Unione.

Nel 2005 pubblica il volume La salute impaziente, editore Jacabook. 

Capolista dell’Ulivo in Friuli Venezia Giulia e a Torino nelle elezioni del 9 e 10 aprile,  è eletta deputato nella lista dell’Ulivo della Toscana.

Il 17 maggio è nominata Ministro delle politiche per la famiglia.